Mafia, boss contro Riina: “Eravamo padroni del mondo, ora è finito tutto”

“Io mi faccio il conto che eravamo i padroni del mondo perché tu andavi da una parte e trovavi il portone aperto”. “No, tutte cose sono finite. Quando una persona ha il delirio di onnipotenza… Nella vita per far funzionare qualsiasi cosa ci vuole equilibrio. Tiri la corda e la rompi… perché si è mangiato tutto e ha portato alla distruzione. Ti dico una cosa, sarebbero cambiati lo stesso i tempi, ma però non saremmo combinati in questa maniera… non con tutti questi pentiti”. “Perché tu pensi che se lui non si fosse comportato così, ci sarebbero stati tutti questi pentiti?”. Ragionavano Antonino Anello e Gioacchino Badagliacca, arrestati dai carabinieri nell’ambito del blitz antimafia che ha colpito il mandamento di Palermo e, in particolare, la famiglia di Rocca Mezzomonreale. Sette le misure cautelari emesse dal gip ed eseguite all’alba tra Palermo, Riesi e Rimini.

Non sapendo di essere intercettati discutevano sui motivi che – a loro dire – avevano portato al progressivo indebolimento di Cosa nostra. Il dito è puntato, spiega il gip Lirio Conti nell’ordinanza di custodia cautelare, contro “la feroce gestione” dell’associazione da parte dell’allora capo indiscusso Totò Riina, che aveva portato all’esecuzione di omicidi…