Made in Italy, il dominio web in «ostaggio» ai cinesi di New York- Corriere.it

Capitare per caso sul sito web madeinitaly.com: un’ inguardabile pagina semistatica di acchiappa-clic commerciali. E poi scoprire che i titolari sono un pugno di cinesi domiciliati nella stanza 1228 di un palazzo al 44 di Wall Street a New York. Eppure Made in Italy un segno distintivo, ne andiamo orgogliosi. E l’Italia tutela il suo marchio di fabbrica. Per qualcosa dev’essere sfuggito. Milioni di prodotti del nostro Paese viaggiano nel mondo con questa etichetta, simbolo anche di qualit. Cos eccoci per curiosit ad aprire i siti madeinitaly, sia con il suffisso .it che .com.

Il Fatto in Italia della Cdp

Porte d’ingresso al Belpaese? Il primo “under construction” e di genitori ignoti. Del secondo abbiamo detto, un triste rimando ad altri indirizzi web. Bizzarri gli effetti del processo linguistico inverso: la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), istituto pubblico, ha italianizzato il “marchio” nazionale, a tutti noto solo in inglese, e ne ha registrato il dominio internet. Risultato: mentre i cinesi di New York si sono impossessati della versione web .com dell’universale Made in Italy, la Cdp si accontentata dello sconosciuto e assai poco international “www.fattoinitalia.it” (al momento inaccessibile). Al ministero degli esteri, invece, fa capo il…