«Ma dipendo dagli altri, non è più la mia vita»- Corriere.it

di Elvira Serra

Il tetraplegico delle Marche che ha ottenuto il via libera: «Deciderò quando, non ho una scadenza». Filomena Gallo che lo assiste con l’Associazione Luca Coscioni: «Non è un ripensamento. Ma può cambiare idea fino all’ultimo». L’incidente nel 2014

Con «Mario», in realtà Federico Carboni, il tetraplegico di Senigallia che il 16 giugno scorso alle 11.05 se n’è andato nel suo letto facendo ricorso per primo in Italia al suicidio medicalmente assistito, era diventato amico. «Ma scusa, siamo entrambi marchigiani? Perché non gli chiedi se possiamo entrare in contatto?», aveva chiesto alla sua legale, Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni. Il 16 giugno, poi, sempre a lei aveva scritto, su WhatsApp: «Ora Federico è libero. Il prossimo finalmente sarò io». Non è dato sapere quando. «Può anche non farlo mai, non c’è una scadenza. Può rinviare fino all’ultimo, anche quando sarà lì con l’ago in vena», spiega Gallo, che ha composto il collegio legale di supporto ad Antonio e di cui fanno parte anche Massimo Clara, Angelo Calandrini, Francesca Re, Giordano Gagliardini, Francesco Di Paola, Rocco Berardo, Cinzia Ammirati. Mentre è verosimile che quel giorno sarà utilizzato lo stesso macchinario impiegato per…