l’ultima trincea passa da nomi e simboli- Corriere.it

di Francesco Battistini, nostro inviato a Kiev

L’onorevole Viatrovych: «Rileggere la storia non è un capriccio»

«Dobbiamo festeggiare! Un anno fa oggi, buttavamo giù l’ultimo Lenin di tutta l’Ucraina». Dietro la Rada, seduto a un caffè e davanti a una cheesecake col ribes, il deputato Volodymyr Viatrovych celebra la sua personale Giornata della Memoria: il 27 gennaio 2021 a Stari Troyany, nello sperduto villaggio d’Izmail Raion, quando venne abbattuto quel che ancora restava del sovietismo.

Un monumento di granito, una monumentale grana: «Ce n’è ancora due a Chernobyl, ma non contano: sono statue contaminate e nessuno ha voglia di toccarle… Tutte le altre, via! Cancellate dalla faccia dell’Ucraina!». L’onorevole Viatrovych ne fa una battaglia personale da otto anni. «Sono stato io a far passare la legge in Parlamento», elenca fiero e preciso: «Abbiamo distrutto 1.320 Lenin e 1.069 busti di comunisti, ribattezzato 987 fra città e villaggi che portavano un nome russo, cambiato nome a 51.493 strade intitolate a combattenti, cosmonauti, artisti russi. Lo sa che a Kyiv (che poi sarebbe Kiev, ma guai a chi usa la traslitterazione russa, ndr) avevamo cinque vie Tolstoj? Io amo Tolstoj. Ma nel mondo non esiste solo Tolstoj!».

Nomen amen….