L’ultima rottura di scatole delle IA: scrivono un libro e l’uomo deve recensirlo

La domanda chiave dei nostri tempi se l’è posta sul magazine Idler lo psicoterapeuta Mark Vernon: se le macchine servono a farci risparmiare tempo, come mai usarle ci fa sentire più stressati? Vale per ogni tipo di dispositivo: dalle pressanti notifiche sullo smartphone all’infinito catalogo di Netflix o Disney+, con relativa impossibilità di fruirne integralmente; dall’incatenamento volontario davanti allo schermo del pc a tutta la gamma di cose che l’intelligenza artificiale ci ingiunge di fare, sotto la forma subdola di offerta d’aiuto oppure di idea originale. Il compito delle macchine sembra ormai essere diventato di farci pensare a ciò a cui non stavamo pensando.

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