L’ultima ribellione decaffeinata dei Maneskin a Los Angeles: conservatorismo allo stato puro

Alla premiazione di Los Angeles – ove hanno ritirato un prestigioso premio internazionale – i Maneskin si sono presentati sul palco in reggicalze. Lo hanno fatto con l’aperto intento di ostentare un anticonformismo di maniera, un antagonismo palese rispetto alla società della quale sono abitatori. Hanno scelto di far valere un’istanza (almeno all’apparenza) critica. La società dello spettacolo elegge come propri rappresentanti premiandoli con successo e contributi di varia natura, tutti gli artisti o gli intellettuali che incarnino o esprimano al meglio l’essenza stessa della società delle spettacolo. Svolgendo una funzione apologetica di ideologica santificazione e glorificazione della medesima civiltà dello spettacolo che pure fingono di contestare. Quanto più appaiono contestativi, tanto più i suddetti artisti risultano conformisti, adattivi e conservativi. L’estate scorsa gli stessi Maneskin a Roma si presentarono in un concerto urlando contro Putin. Anche in quel caso il loro dissenso era un dissenso conformativo che finiva per rinsaldare lo status quo e l’ordine simbolico di glorificazione dell’imperialismo di matrice atlantista. Adesso si presentano sul palco in reggicalze….