L’Ucraina e i referendum di Putin: difficile ripetere la Crimea. Kiev: «Così negoziati impossibili»- Corriere.it

di Francesco Battistini, inviato a Kiev

Ecco che cosa c’ dietro l’accelerazione dello Zar per il referendum nelle repubbliche separatiste

Caro Vladimir Vladimirovic, vi chiediamo al pi presto possibile — nel caso d’un positivo risultato del referendum, risultato di cui non dubitiamo — di considerare l’opzione che la Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk diventino parte integrante della Federazione Russa!…. Rieccoli, Denis&Leonid. I capi delle repubblichette separatiste. I proconsoli, o i pupazzi, della Novorossiya putiniana. Pushilin&Pasechnik, sempre loro. A febbraio, due sere prima dell’invasione dell’Ucraina, lo Zar li convoc nel salone di San Giorgio al Cremlino e li mand in onda, incravattati ed emozionati e in Russiavisione, mentre assentivano muti all’offerta d’aiuto militare per salvare i due milioni e mezzo di russi che rischiano il genocidio nel Donbass. Stavolta, niente invito a palazzo: Putin s’accontenta del solito comunicato-fotocopia. Quel che basta, per dare ai due una risposta che non si pu rifiutare: khorosho, va bene, e referendum sia.

Ci siamo. Putin trae il dado e lo ributta sul tavolo di gioco. Prima v’invado, poi vi consulto, infine v’annetto. Come nella Crimea 2014. Solo che allora si trov…