L’omaggio a Sophia Loren tra repertorio e convenzione- Corriere.it

Ognuno ha la sua Loren. Personalmente, quella che amo di più è l’Agnese de «Il segno di Venere» (1955) di Dino Risi, quando interpreta il ruolo della cugina di Cesira (Franca Valeri). In quel film si capisce tutto di Sophia: recitazione, attrattiva, italianità. Ma la sua trasfigurazione in icona internazionale avviene nel 1960 con «La ciociara» di Vittorio De Sica: sarà per il tema duro e crudo, sarà perché lei ventiseienne doveva interpretare una donna di 45-50 anni, sarà per il senso di colpa che Hollywood aveva nei confronti del neorealismo (alert: metafora!), sta di fatto che nonostante abbia lavorato con i più grandi registi americani, la Loren ha saputo dare il meglio di sé soprattutto con De Sica che l’ha resa star mondiale. Nel giorno del suo 88° compleanno, Rai1 l’ha omaggiata con un documentario in prima serata, «Sophia!», diretto da Marco Spagnoli, scritto da Simona Sparaco e dallo stesso regista.

Naturalmente la mole del materiale di repertorio era tale che il ricordo stava in piedi da solo: dalla caparbietà con cui la madre Romilda l’ha imposta nel mondo del cinema (una rivalsa?) ai primi film come «maggiorata», dall’amore per il produttore Carlo Ponti al presunto flirt con Cary Grant, dalla devozione per Vittorio De Sica alla…