lo show di Zemmour per puntare all’Eliseo- Corriere.it

di Stefano Montefiori, nostro inviato a Villepinte (Francia)

Il candidato estremista lancia il suo partito (il nome riecheggia la storia dei regni cristiani in Spagna). «I media sono contro di me». Scontri in sala con gli anti-razzisti

Non è stato un comizio come gli altri
, perché Éric Zemmour non è un candidato come gli altri. Questa è la sua forza e ciò che molti giudicano inquietante. Si sono viste sedie volare, pugni in faccia, sangue, inseguimenti con le cinghie in pugno, invocazioni al nuovo «re di Francia», e lo stesso Zemmour all’arrivo viene agguantato al collo da un aggressore, o forse un fan troppo entusiasta, mentre per raggiungere il palco attraversa tutta la grande sala tra spintoni, un servizio d’ordine quasi sopraffatto, musica epica e la folla che urla gioiosa e furibonda «Zed! Zed! Zed!» come la «Z» (zeta in francese si dice zed) di Zemmour.

Ovvero l’uomo che promette di restituire ai francesi «il più bel Paese del mondo», che sarebbe stato rubato loro dagli immigrati, dalle élite che hanno tradito, dai giornalisti, dalla sinistra ipocrita e politicamente corretta e dalla destra che ha smesso trent’anni fa di fare il suo lavoro.

Fuori dal comune anche il luogo: il gigantesco Parc des Expositions di Villepinte, alla…