Lo sgarro a Draghi e il danno al paese

Se, come si dice, è sventurata quella terra che ha bisogno di eroi, sarebbe una prospettiva terribile se l’Italia dovesse fare affidamento su una sola persona. Vorrebbe dire che comunque non c’è speranza. Pertanto l’elezione al Quirinale di Mario Draghi non può né deve essere considerata una necessità inesorabile. I grandi elettori voteranno il Presidente della Repubblica che ritengono più adatto ed è legittimo che in questa scelta si lascino guidare dalle più disparate considerazioni partitiche o personali. Quindi ci sta che i parlamentari, perché temono un ritorno alle urne o perché si sentono marginalizzati da questo governo, vogliano dare un calcio negli stinchi a Draghi: rivendicare la loro autonomia attraverso un gesto politico che consista, come ha scritto Salvatore Merlo, “nell’osservare il gigante che ruzzola giù per le scale”. Non è questo il problema.

Abbonati per continuare a leggere

Sei già abbonato? Resta informato ovunque ti trovi grazie alla nostra offerta digitale

Le inchieste, gli editoriali, le newsletter. I grandi temi di attualità sui dispositivi che preferisci, approfondimenti quotidiani…