Lo “scontro” politico alla Prima del Teatro alla Scala

La versione 2022 del “Vivaverdi”, sempre attiva dal 1859 e a prescindere dal compositore rappresentato perché, in termini di narrazione politico-sociale, quello che va in scena sul palcoscenico della “Prima” del Teatro alla Scala conta un po’ meno di quanto accade fra il palco Reale e la platea, prende l’aspetto di Giuseppe Conte, che a Milano sarebbe anche un primo ballerino del Piermarini specializzato in ruoli molto maschi, tipo matador, seduto fra i senzatetto della sede Opera Cardinal Ferrari, zona Bocconi, a godersi la “Prima della Scala Diffusa” come un intellettuale radical chic dei bei tempi andati.

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