Lo scontro in Cina è anche tech. I mezzi della piazza e quelli di Xi

I manifestanti sono stati capaci di aggirare il Firewall della censura cinese, ma il governo sa usare la sorveglianza digitale. Al posto di WeChat si usano i Vpn e Telegram e in generale un modello di comunicazione decentralizzato

Almeno tre delle persone che avevano partecipato alla protesta contro le restrizioni anti Covid che si è tenuta a Pechino negli ultimi giorni, e in molte altre città cinesi, sono state prelevate direttamente a casa loro, lo scorso lunedì. Altre hanno ricevuto telefonate dalla polizia e sono state interrogate. Qualcosa di simile, secondo The Straits Times, sarebbe successo anche a Shanghai, dove alcuni manifestanti sono stati fermati la domenica sera. A rendere queste manifestazioni importanti è stata la grande partecipazione popolare e la loro diffusione geografica, che sembra dimostrare una capacità di organizzazione capace di aggirare il Great Firewall che monitora e censura il web cinese.

 

Allo stesso modo, però, la repressione del regime è stata in grado di individuare velocemente alcuni dei manifestanti, rintracciandoli nelle loro abitazioni, a conferma di quanto il governo di Pechino sia in grado di sorvegliare il dissenso attraverso la sorveglianza digitale. “Stiamo tutti cancellando disperatamente la…