Lo scatto ▷ I tedeschi non muoiono mai

La partita è a suo modo bella, sicuramente vibrante e incerta è l’attribuzione del dominio reale, che non passa solamente per i dati del possesso palla, come di consueto sbilanciati a favore della Spagna e del suo programmatico, identitario sequestro della sfera. I tedeschi, che non possono permettersi l’errore che sarebbe già decisivo, da parte loro chiamano gli avversari sul terreno di una soglia agonistica via via più elevata.

Trascorsa da poco l’ora di gioco, il velluto prevale sul cemento, per così dire: sulla dorsale sinistra Jordi Alba chiama Morata, fresco di ingresso e affamato di conferme, all’ingresso in area con un tracciante che Süle legge correttamente ma che gli evapora sotto lo scarpino: l’attaccante dell’Atletico Madrid soffia la piuma di una carezza d’esterno alle spalle di Neuer, mordendo l’istante dell’anticipo e domando l’impercettibile rimbalzo.

Carezzandola per blindarla con l’involucro morbido del suo fraseggio, la Roja convince la palla a non trasformare in efficacia la rabbia dei tedeschi. Rabbia che una carezza di Busquets, stavolta con la mano, alimenta con qualche ragione.

Cominciano i calcoli circa il filo esile di speranza che resterebbe agli uomini di Flick in un girone aperto a tanti epiloghi, quando Niclas…