l’indicizzazione costerà 9 miliardi- Corriere.it

Tra le prime questioni che il nuovo governo eletto dopo le elezioni del 25 settembre dovrà affrontare c’è quella inerente alla spesa pensionistica, in aumento anche a causa dell’indicizzazione delle pensioni. Il meccanismo automatico di incremento degli assegni previdenziali per adeguarli al drastico aumento dei prezzi al consumo e del caro vita, infatti, è in calendario ogni anno a gennaio. Nelle scorse settimane la preoccupazione sull’effetto che questo potrà avere sui conti pubblici è giunta dai tecnici della Ragioneria generale dello Stato che dall’Inps.

L’allarme

L’Ufficio parlamentare di bilancio nella sua relazione dello scorso 13 settembre ha lanciato l’allarme, perché secondo le stime un’inflazione che supera l’8% rischia di avere una ripercussione sulla spesa pensionistica difficilmente inferiore ai 25 miliardi di euro. La Ragioneria, però, già alla fine di luglio, nel consueto aggiornamento delle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico, aveva rese pubbliche delle stime secondo cui il caro vita potrebbe avere una ricaduta sulle risorse impiegate pari allo 0,7% del Pil nel prossimo biennio. Potrebbero volerci circa venti anni per riassorbire il suo effetto, producendo una crescita “oneri” media annuale dello 0,4%…