L’imprenditore Artem Uss arrestato per contrabbando di tecnologie militari ai giudici: “Estradatemi in Russia, non voglio andare negli Usa”

“Consegnatemi alle autorità russe, non estradatemi negli Stati Uniti”. Lo ha chiesto oggi in aula a Milano Artem Uss, l’imprenditore russo e figlio del governatore di una regione siberiana, bloccato il 17 ottobre scorso, su mandato d’arresto internazionale degli Usa, all’aeroporto di Malpensa, mentre stava per prendere un volo per la Turchia. Per quasi tre ore davanti alla Corte d’Appello di Milano si è discusso il caso del 40enne, ai domiciliari da fine novembre e accusato, nell’inchiesta delle autorità statunitensi, assieme ad altre 6 persone, di contrabbando di tecnologie militari dagli Stati Uniti alla Russia e di petrolio dal Venezuela a Cina e Russia, elusione delle sanzioni e riciclaggio per milioni di dollari.

I giudici (collegio Nova-Barbara-Arnaldi), dopo l’udienza a porte chiuse, si sono riservati di decidere sulla richiesta di estradizione da parte delle autorità americane. Istanza che deve essere accolta, secondo la Procura generale di Milano. Mentre su Uss pende pure, a quanto si è saputo, una richiesta di estradizione, arrivata in Italia lo scorso novembre, da parte della Russia che lo accusa di riciclaggio. Da qui le parole dell’imprenditore che ha negato il suo consenso alla consegna alla magistratura ‘a stelle e strisce’, ma si è detto…