Libertà benedetta (e incompleta) Ora avanti per Giulio- Corriere.it

di Carlo Verdelli

Un sommerso che invece si salva, torna libero, si riguadagna un pezzo inatteso di futuro. Preparati a lasciare la tua cella, Patrick Zaki, figlio sgradito d’Egitto, fratello di tanti studenti italiani che ti hanno adottato. Questione di ore, massimo di giorni, e l’incubo senza fine dove eri precipitato svanir. O almeno dovrebbe, condizionale d’obbligo quando si ha a che fare con Paesi che non praticano la democrazia ma il suo contrario.

Hai nelle ossa, nei polmoni, negli occhi l’enormit di 670 giorni di carcere infame, senza materasso per dormire, senza medicine per curarti l’asma, senza una colpa da cui difenderti n una ragione per sopportare il fatto che di colpo, un giorno, il 7 febbraio 2020, a neanche 29 anni, ti hanno tolto all’improvviso la libert. Ma tu hai resistito a tutto.

Ti sei aggrappato come un naufrago alla speranza che da qualche parte, specialmente in quell’Italia dove eri stato studente per un master a Bologna, non si erano dimenticati di te. E forse questo ha contato nell’esito clamoroso di queste ore. Forse la mobilitazione di movimenti, universit, citt, instancabile nonostante le frustrazioni dei ripetuti prolungamenti della tua detenzione preventiva (45 giorni pi altri 45 pi altri 45), qualcosa ha smosso nei…