Lega senza voti perché ormai senza territori (grazie a Salvini)

Il Carroccio ha voltato le spalle ai radicatissimi di Veneto e in Lombardia, così in queste regioni gli elettori hanno preferito votare FdI. La riconferma del leader leghista? Solo una presa di tempo per non depotenziare il potere negoziale in vista della formazione del nuovo governo

Due nomi fotografano meglio di qualunque analisi il tracollo elettorale leghista: Paolo Grimoldi e Germano Racchella. Il primo, segretario della Lega Lombarda fino al 2021, radicatissimo nella regione lombarda e amatissimo dai militanti, parlamentare dal 2006, ha subito l’onta di essere stato posizionato da chi ha composto le liste terzo al plurinominale, in posizione che definire problematica o funzionale proprio alla non elezione sarebbe persino riduttivo. Una mancanza di rispetto per i territori, più che per Grimoldi stesso.

Il secondo nome è quello del veneto Germano Racchella, deputato legato all’ala zaiana e uomo forte del bassanese: a Racchella è toccato in sorte destino persino più umiliante rispetto quello di Grimoldi, ovvero essere candidato non nel suo collegio ma in area veneziana e quarto nel listino plurinominale. Dopo il Consiglio federale che potrebbe apparire interlocutorio, nella migliore tradizione dell’ultimo partito italiano…