“Le parole di Berlusconi indeboliscono Mattarella”. Parlano i costituzionalisti

“Non c’è nessun automatismo per cui il presidente dovrebbe dimettersi”, dice Giovanni Guzzetta. Mentre Andrea Pertici avverte: “Legare una possibile riforma costituzionale al presidente in carica rischia di sminuirne la figura”

“Non esiste nessun automatismo”. La risposta del costituzionalista Giovanni Guzzetta è chiara, quando gli chiediamo se davvero il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe dimettersi come ha detto Silvio Berlusconi, qualora il centrodestra portasse a casa la riforma sul presidenzialismo nella prossima legislatura.

“Sicuramente una legge di revisione della Costituzione si dovrebbe far carico, come è accaduto in altre occasioni, di una disciplina transitoria che stabilisca anche il momento dell’efficacia. Ma non ci sono automatismi, né strade obbligate. Questo è il piano formale. Poi ci sarebbero eventuali considerazioni politiche che spettano al presidente della Repubblica”, spiega al Foglio il professore ordinario di diritto pubblico a Tor Vergata, che invita a “distinguere chiaramente tra campagna elettorale e stesura di un testo tecnico”.

“Oggi dichiararsi presidenzialisti dà un’indicazione netta – continua – ma bisogna anche dire di quale presidenzialismo si parla, se quello…