le nove richieste al premier- Corriere.it

di Emanuele Buzzi e Monica Guerzoni

Il leader 5 Stelle chiede «discontinuità» e di avere risposte concrete entro luglio per continuare «la nostra collaborazione»

Un vero ultimatum o l’ennesimo penultimatum? Questo l’enigma che agita i parlamentari di ogni colore dopo il colloquio tra Mario Draghi e Giuseppe Conte. Il governo (per ora) va avanti, ma nessuno tra Camera e Senato è in grado di prevedere fino a quando. Il chiarimento è iniziato, però non è finito. Tra qualche giorno il premier riceverà di nuovo il predecessore e intanto gli alleati-avversari si scatenano con gelosie, sgambetti e ripicche. «Giornata surreale, tanto rumore per nulla», è il commento di Giovanni Toti. E Antonio Tajani: «I capricci del M5S provocano danni enormi al Paese».

I dubbi

La giornata più lunga e convulsa dell’esecutivo di unità nazionale inizia una manciata di minuti prima di mezzogiorno, quando Giuseppe Conte sbuca dal portone di via di Campo Marzio e percorre in auto le poche centinaia di metri che separano la sede del Movimento da Palazzo Chigi. Con i gruppi parlamentari nel caos e gran parte della base che preme per uscire dal governo, l’ex premier è nervoso e assillato dai dubbi: il senso di responsabilità e l’esperienza istituzionale alla guida del…