le mosse di Salvini, Letta, Renzi e Conte (e il fantasma dei «101»)- Corriere.it

di Monica Guerzoni

Da oggi il gioco si fa duro: dalla guerra delle rose, ai nomi «veri». L’incubo per il leader del Pd: perdere Draghi sia al Colle che a Palazzo Chigi

È il giorno in cui il gioco si fa duro e i duri, ammesso che ce ne siano al comando delle forze politiche, cominciano a giocare. Mercoledì 26 gennaio, terza votazione (qui la nostra diretta). Siamo ancora al muro contro muro, con Salvini che compatta il centrodestra dietro la terna di «papabili» del fronte liberal-sovranista e con Letta che respinge la sfida delle rose (appassite) e invita gli alleati—avversari a chiudersi in conclave a pane e acqua, finché un cardinale non uscirà papa.

La maggioranza richiesta è ancora di 673 su 1.009 grandi elettori ma è l’ultima volta, perché da domani l’asticella scende a 505 e ogni elezione potrebbe essere l’ultima. Il centrodestra meditava di levarsi la maschera della scheda bianca per testare la compattezza dell’alleanza sul nome dell’ex procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio
, già dalla terza chiama. Ma la prova generale nasconde molte insidie e Salvini potrebbe dare ordine alle sue truppe di votare scheda bianca ancora per un giorno, come faranno anche i grandi elettori di Letta—Conte-Speranza.

Il segretario della Lega parte…