le ipotesi e le teorie sull’elicottero precipitato- Corriere.it

di Andrea Nicastro

Al ministro Denys Monastyrskyi morto nello schianto facevano capo i gruppi paramilitari ultranazionalisti come il battaglione Azov. I tedeschi offrono consulenza per le indagini

DAL NOSTRO INVIATO
KIEV – L’elicottero con a bordo l’intera leadership di un ministero chiave cade in un Paese in guerra e il primo pensiero va ad un attacco del nemico. Invece no, nessuno a Kiev ha evocato un missile o un attentato russo come responsabile del disastro. Neppure la seconda ipotesi più ovvia, l’incidente o l’errore umano, sono stati proposti dalle autorità come spiegazione immediata. Solo dolore e «abbiamo aperto un’inchiesta».

Ieri mattina a Kiev la nebbia era fitta e, come sempre in tempo di guerra, l’elicottero volava il più basso possibile sopra i tetti (e i tralicci dell’elettricità). Se il pilota avesse urtato qualcosa ci sarebbero delle tracce che non sono state trovate. I testimoni, poi, parlano di un’esplosione «nell’elicottero» senza segnalare alcun missile. Se attentato è stato allora qualcuno deve aver messo un bomba a bordo che, esplosa, ha fatto precipitare il velivolo. Ipotesi alternativa che spiegherebbe la perdita di controllo è il guasto tecnico, ma non basterebbe a spiegare la presunta esplosione. Quindi, su cosa…