«Le armi assicurano la via diplomatica, con l’Ue stessa linea»- Corriere.it

di Lorenzo Cremonesi

«Putin vuole indebolire i Paesi democratici ma Draghi e Macron tengono la barra dritta». I negoziati? «È Mosca a sparare, noi disposti a discutere su tutto»

DAL NOSTRO INVIATO
KRAMATORSK (DONBASS) — «Dato che mi parla dal Donbass, anche lei è in grado di toccare con mano gli effetti devastanti dei bombardamenti russi e le ragioni del mio argomento di base: solamente la nostra vittoria militare convincerà la Russia ad avviare seri negoziati di pace, le armi garantiranno la via diplomatica», esordisce Dmytro Kuleba nei cinquanta minuti d’intervista dal suo ufficio di ministro degli Esteri a Kiev.

Ministro, la questione delle armi all’Ucraina resta controversa in Europa. Non teme che, col protrarsi del conflitto, alcuni alleati si defilino anche per difficoltà politiche al loro interno?
«Non mi faccio illusioni. Nessuna guerra può mai cancellare la realtà della politica interna e nei Paesi democratici è inevitabile che le opposizioni cerchino momenti favorevoli per criticare il governo. Ma non credo che ciò avvenga perché si ignora il pericolo rappresentato dalla Russia di Putin, semplicemente assistiamo a normali lotte di potere. Draghi per esempio ha dimostrato una grande capacità di leadership, non solo riguardo all’Ucraina…