L’attacco ai siti di Camera e Senato non era un tentativo di hackeraggio contro l’Italia

Quella di ieri non era un’azione di intelligence da parte di servizi segreti di una nazione ostile per prendere possesso di dati riservati. Non sorprenderebbe che, dietro all’annuncio di Killnet, ci sia anche molta strategia comunicativa nello sfruttare un banale attacco DDos

Se non ci fosse stata la guerra in corso, il problema che ha colpito ieri i siti di Camera e Senato sarebbe passato probabilmente sotto silenzio. Magari qualche tweet sarcastico o poco più. Oggi però i tempi sono caldi, non è il momento per cui si può scrivere scherzosamente di una distrazione di un impiegato quando arriva, nero su bianco, la rivendicazione di un attacco informatico a diversi siti italiani da parte del collettivo filorusso Killnet.

 

Stavolta ci stiamo preoccupando. Da un lato è un bene farlo, la sicurezza dei sistemi informatici deve diventare una priorità per le aziende e per la pubblica amministrazione a prescindere dalle crisi internazionali. Dall’altra parte dobbiamo ricordare a noi stesso che, spesso, è necessario mettere anche i puntini sulle i.

 

Un “banale” attacco DDos

Gli attacchi di ieri sono stati di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), cioè una serie di attacchi informatici che puntano a saturare le richieste che…