L’abusivismo che mette in pericolo la Sicilia: le istanze di condono sono 720 mila

C’è un piano di interventi contro il dissesto ma sono troppi i cantieri ancora aperti. Nel frattempo la volumetria abusiva sull’isola è pari a poco meno di sei milioni di metri cubi. Ma abbattere queste case è divenuta un’impresa: i sindaci non hanno i soldi e chi ci ha provato è finito sotto scorta

Dall’abusivismo non si torna indietro. Le immagini dei corpi sepolti sotto acqua e detriti, provenienti da Ischia, in Sicilia le conoscono bene. I problemi pure. Nel 2018, a Casteldaccia (Palermo), un’intera famiglia fu spazzata via dall’esondazione del fiume Milicia. Sulla casa in affitto, nei pressi della foce, pendeva un’ordinanza di demolizione dal 2010. Ma la villetta di contrada Dagali fu buttata giù un anno dopo la tragedia. Con nove vittime sulla coscienza (tra cui due bambini). Tra il 2004 e il 2020, in Sicilia, ci sono stati oltre 4.500 provvedimenti di demolizione, ma solamente 950 abbattimenti: viene eseguita un’ordinanza su cinque. Inoltre, la metà dei Comuni ha piani regolatori vecchi di oltre vent’anni.

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