‘La versione di Pazienza’, ‘ex pm Di Pietro mi disse tua vita come uno sceneggiato tv’

“Tutto questo mio gran daffare mi qualificava non proprio come uno sprovveduto o uno in cerca di guai. È come se mi fosse stata cambiata la biografia. Pensate che nel 1981 Pasquale Notarnicola, direttore della prima divisione del Sismi, l’uomo del Pci nei servizi segreti voluto da Ugo Pecchioli, chiese un’informativa su di me al comandante generale della guardia di finanza Nicola Chiari, che produsse un dettagliato rapporto contenente tutte queste belle cose che vi ho raccontato. I magistrati bolognesi lo ignorarono e mi fecero passare per un povero cretinetto, omino tuttofare di Licio Gelli e della P2. Oltre che agente della Cia e organizzatore del depistaggio perché – testuale – interessava agli americani. Essendo appunto io un poveretto, Gelli in cambio mi aveva promesso grandi entrature e grandi affari. Morale: dieci anni di galera. Un giorno lo raccontai ad Antonio Di Pietro, il quale mi disse che per farne uno sceneggiato televisivo il racconto andava benissimo. Ma solo per quello”. Lo scrive Francesco Pazienza nel libro “La versione di Pazienza”, da oggi in libreria per Chiarelettere (240 pagg., 16 euro), in cui ripercorre la sua vita ricostruendo alcuni dei più grandi misteri italiani.