La parabola di Grillo e del grillismo era già scritta

Non so se sia veramente colpevole Beppe Grillo, e fino a che punto, e non mi piace la concomitanza dell’accusa con le votazioni per il Quirinale e col sisma che toccherà di conseguenza il governo. So però che agli occhi del grillismo Grillo è già colpevole; il traffico d’influenza è ai loro occhi giacobini un reato grave e già di per sé evidente. Ma non starò lì a insistere su questo punto; e nemmeno starò lì a gongolare perché anche loro, ancora una volta, si sono dimostrati come e peggio degli altri, comunque il contrario di quel che dicevano di essere e uguali a quelli che volevano punire e cacciare dalla politica.

No, non mi fa piacere questa ennesima capitolazione della politica, questa ennesima prova del suo degrado. Però aggiungo: era prevedibile, prima o poi sarebbe successo. Perché la rabbia, l’odio, il rancore verso i potenti non bastano a fondare una linea politica alternativa e rigorosa, non sono la garanzia di diversità nei comportamenti; sono soltanto la rabbia di chi non ha potere. Poi, una volta giunti nelle stanze del Palazzo, la rabbia non si tramuta da sola in onestà, lealtà, trasparenza di governo, dirittura etico-morale. Semplicemente si sgonfia, come un pallone d’aria viziata. Perché non basta esser contro per essere…