La pace contundente: l’asse M5s-mondo cattolico imbarazza il Pd. “Non possiamo farcela scippare”

“Giuseppe Conte usa la pace come un’arma contro di noi”. E’ un paradosso allarmante quello che agita il Pd. La sensazione dello scippo ideale da parte del M5s su tanti “temi di sinistra”nel giorno della direzione nazionale in diretta streaming, un atto di dolore spiattellato ai quattro venti – è sempre più forte. In particolare la posizione seria e coerente seguita da Enrico Letta sulla guerra in Ucraina pesa come un macigno. Vecchi leader, ormai trasformati in vendicativi critici, da Massimo D’Alema a Pierluigi Bersani, nei giorni scorsi hanno sottolineato senza pietà la differenza sull’argomento tra Pd e 5 stelle: “Può essere che in campagna elettorale un partito di sinistra non parli di ‘pace’?”. E dunque non stupisce se il vicesegretario della sinistra dem, Beppe Provenzano, tocchi subito l’argomento: “Io non voglio regalare il patrimonio della sinistra a Conte né la parola ‘pace’. Forse avremmo dovuto fare in modo che accompagnasse di più le nostre giuste posizioni sulla guerra”. Sulla stessa linea anche la viceministra degli Esteri uscente Marina Sereni: “Dobbiamo riprendere a parlare con chi si mobilita per la pace, non possiamo tacciarli tutti di anti-putinismo”. Adesso d’altronde toccherà a Giorgia…