La nuova Meloni “europeista” alla prova del Mes

Sarà complicato per la leader di Fratelli d’Italia chiedere sovvenzioni all’Unione europea mentre l’Italia, unico paese dell’eurozona, blocca la ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Alle recenti richieste di “risposte comuni europei” sarà necessario far seguire i fatti

Già prima delle elezioni, ma soprattutto dopo, Giorgia Meloni ha curvato le sue posizioni sovraniste verso una linea impregnata di spirito europeista: “Nessuno stato membro può offrire soluzioni efficaci da solo, in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario”, ha detto invocando “una risposta immediata a livello europeo” contro la crisi energetica. Per rendere credibile questo afflato europeista, Meloni però dovrebbe dare qualche segnale tangibile. A partire dal Mes.

 

Il Meccanismo europeo di stabilità è in una situazione abbastanza complicata. In primo luogo c’è da nominare il nuovo direttore esecutivo, in sostituzione del tedesco Klaus Regling il cui mandato scade il prossimo 7 ottobre. La situazione è di stallo visto che fino a poco fa i candidati erano tanti e ora non c’è nessuno. Tra i papabili c’era anche Marco Buti, uno degli italiani con più esperienza a Bruxelles, che…