La “Normativa sullo stato di diritto” applicata dal Parlamento Europeo contro l’Ungheria? Una decisione politica senza base giuridca

 

Se volete capire le azioni del parlamento europeo dovete ricordare che la base giuridica è veramente sottile. Il famoso TFUE, quello che rimase dopo la bocciatura della “Costituzione europea” di Nizza, è soprattutto uno strumento di organizzazione burocratica e di divisione dei poteri, alquanto complesso e confuso, non uno strumento di indirizzo etico. Con la definizione di “Stato di diritto” così come deliberata dal parlamento si è andati “Ultra Vires”, cioè si è espresso ben al di fuori dei propri poteri, “Creando” diritto che non c’era, e non c’è.

Per spiegare meglio riprendo un estratto di quanto scritto da Musso e ripreso anche da Porro nel suo blog:

(I) novativo. Contiene una definizione di “violazione dello Stato di diritto” (artt. 2a e 3), priva di riferimenti normativi nei Trattati, dunque bastante a se stessa, dunque auto-fondante. Come se fosse una modifica del Trattato. Il che è tanto più vero, in quanto priva di riferimenti normativi nei Trattati è pure la definizione di “Stato di diritto” (art. 2). Entrambe sono tanto auto-fondanti, da essere introdotte esplicitamente “ai fini dell’applicazione del presente regolamento”. Molto significativamente,…