La manovra arriva a Bruxelles, la barriera di Giorgetti per le «bandierine dei partiti»- Corriere.it

di Federico Fubini

Il ministro dell’Economia ipotizza nuovi sussidi sull’energia dopo marzo. «In caso ne parleremo con la Commissione europea»

Di rado i ministri dell’Economia hanno il lusso di mettersi al lavoro senza trovarsi subito sottoposti alla tirannia delle emergenze e in questo Giancarlo Giorgetti vive la più vera delle continuità italiane: la schiavitù del breve termine. In questo caso il nuovo responsabile di Via XX Settembre l’ha più subita che scelta. Ha avuto pochi giorni per far tornare i conti di una legge di bilancio in cui, paradossalmente, fare lo slalom fra le bandierine piantate dei partiti non è stato neppure il più difficile dei compiti che lo aspettano. Ora però si apre una partita anche più intrattabile: le grandi crisi industriali, dal futuro della rete di Tim, alla cessione del controllo di Ita Airways, al destino della raffineria Priolo (Siracusa) oggi, fino al salvataggio degli impianti di Acciaierie per l’Italia a Taranto. Per nessuno di questi dossier c’è tempo, neanche quello di oliare gli ingranaggi di un governo per ora tutt’altro che perfetti.

Dalla sua, Giorgetti conta su una certa tranquillità nel percorso della legge di bilancio. Il ministro sembra aver sviluppato un buon rapporto di lavoro con Alessandro…