la grande partita delle nomine di Stato- Corriere.it

Roma Un compromesso onorevole. Che consolida, dopo averlo fatto traballare, l’asse tra Meloni e Giorgetti. La presidente del Consiglio aveva preannunciato in diretta tv il siluramento di Alessandro Rivera. Il 29 dicembre, alla conferenza stampa di fine anno, la leader di FdI aveva rimproverato al direttore generale del Tesoro, pur senza nominarlo, di aver gestito abbastanza pessimamente il dossier Monte dei Paschi di Siena. Il resto lo aveva fatto Guido Crosetto, invocando il coraggio di usare il machete per rinnovare le cariche soggette a spoils system . La linea durissima del ministro della Difesa aveva incassato il plauso dei pasdaran meloniani. Non si possono tenere nei posti chiave funzionari che servono ideologie di cui noi rappresentiamo l’alternativa, aveva tuonato sul Messaggero il fondatore di FdI, alludendo (anche) alla presunta vicinanza di Rivera al Pd.

Se Meloni, dopo averci messo la faccia, non avesse dato seguito alla promessa di ricambio, sarebbe apparsa come una retromarcia. Eppure la premier il machete non l’ha impugnato. Ancora una volta, come gi per le nomine al vertice delle tre agenzie fiscali, ha imboccato la strada di una discontinuit senza vistosi traumi, lasciando che formalmente sia Giorgetti a proporre in Consiglio dei ministri il…