La finta pace di Conte

Tutti vorremmo la pace e tutti vorremmo uscire dall’incubo di una guerra nucleare.

Nessun essere umano sano di mente può pensare il contrario. Ma l’iniziativa di Giuseppe Conte che vuol farsi promotore di una manifestazione per la pace, in ciò trovando sponda nella sinistra radicale e massimalista (da Rifondazione Comunista e Unione Popolare e via dicendo) e nella parte più a sinistra del mondo cattolico, suscita qualche sospetto.

La vicinanza del Movimento Cinque Stelle alla Russia è notoria, peraltro con più di una zona d’ombra e le posizioni assunte dal partito nella scorsa legislatura denotavano una certa simpatia per le posizioni russe.

Ma v’è dell’altro.

Conte come leader di una sinistra massimalista

Da tempo oramai il leader dei Cinquestelle si sta accreditando – con un magistrale balzo trasformistico – come capo di un movimento sinistroide trasversale intenzionato a cavalcare anche la storica battaglia del pacifismo che da Bertinotti in poi è stato un “must” della sinistra radicale.

Eppure, visti i precedenti contiani, questo suo improvviso anelito per la pace e la diplomazia suona solo come un assist a Vladimir Putin.

Non va dimenticato, infatti, che il Movimento 5 Stelle si è opposto all’invio delle armi in Ucraina, ha cavalcato…