La danza immobile di Schlein, Nardella e Bonaccini: nel Pd ci sono i nomi, ma non il confronto

Il presidente dell’Emilia-Romagna, la sua vice, il sindaco di Firenze parlano di strade da perseguire per i dem, svelano manifesti programmatici, organizzano eventi nazionali, ma alla domanda secca: “Ti candidi?” eludono la risposta. Così la strada verso il congresso resta senza discussione  

De Benedetti ha detto che il Pd è un corpo morto. Andrea Orlando, oggi sul Domani, lo ha ribadito, aggiungendo la preoccupazione del dirigente: “Il problema del partito in questo momento non è la differenza delle idee, ma il silenzio delle idee”. E su Schlein aggrotta la fronte: non perché la vicepresidente dell’Emilia-Romagna non faccia parte dei dem, bensì perché quest’apertura verso il fuori “non sta producendo una discussione”. E così, nell’incertezza, si muovono i candidati, almeno quelli sotto i riflettori. Appaiono come su un palco sotto un occhio di bue: in scena, ma statici. Perché loro esistono, ma il confronto latita. Eccoli quindi Stefano Bonaccini e Dario Nardella che ragionano sul futuro del Pd e sui suoi veleni attuali, ma che, puntualmente, alla domanda: “Ti candiderai?” tirano indietro la mano. L’ha fatto Bonaccini al direttore del Foglio, Claudio Cerasa. L’ha fatto Nardella, sbandierando inziative nazionali, come IdeaPd (che…