La crisi in arrivo e l’effetto Draghi

Il Fondo monetario internazionale vede un futuro “cupo e più incerto” per l’economia globale. La forte inflazione in Europa e Stati Uniti, il rallentamento della Cina a causa dei lockdown contro il Covid e la guerra in Ucraina hanno fatto rallentare la crescita globale e la forte ripresa post-pandemica. Ma ci sono rischi che indicano prospettive al ribasso: lo stop delle forniture di gas dalla Russia in Europa, l’inflazione che potrebbe aumentare e avvitarsi verso l’alto, uno scoppio della bolla immobiliare e  nuove ondate di Covid e lockdown in Cina possono soffocare la crescita globale. Nei paesi del G7 le probabilità di recessione sono aumentate al 15 per cento, quasi quattro volte il livello normale, e quasi al 25 per cento in Germania, mentre gli Stati Uniti potrebbero già essere in recessione tecnica. E per questo il Fmi ha rivisto al ribasso le stime di crescita degli Stati Uniti e dell’Eurozona già a partire da quest’anno, rispettivamente -1,4 e -0,2 punti rispetto alle stime di aprile.

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