La campagna elettorale è una parentesi irreale che oscura guerra, pandemia e crisi

Dal pericolo democratico alle pensioni, le promesse elettorali decollano verso la Luna. Intanto la Corte dei conti avverte che c’è un problema con i fondi del Pnrr, le bombe volano sull’Ucraina e Taiwan, il virus continua a colpire e il caro energia si aggrava

Immigrazione e blocchi navali, quote cento e quote quarantuno, pensioni senza contributi, tasse piatte, bonus e superbonus, un gelato e un buffetto una tantum, un milione di alberi l’anno, il ponte sullo Stretto di Messina, il pericolo democratico, il ritorno del fascismo sotto le subdole sembianze d’una riforma presidenziale… Un principio di governo di Napoleone, enunciato con franchezza da lui stesso, era che “alla folla bisogna offrire feste rumorose, perché gli imbecilli amano i rumori e la folla è fatta di imbecilli”. Così il cittadino italiano medio, l’uomo della strada, ha forse colto, in questa fantasiosa campagna elettorale estiva destinata viepiù ad accendersi, la drammatica essenza del problema: la sensazione straniante di ritrovarsi in una dimensione parallela, un tempo sospeso, una soffice parentesi che ha espunto dal discorso pubblico tutta quella noia prosaica che chiamiamo realtà e che appena due anni fa aveva spinto gli attori del proscenio politico a unirsi…