La campagna elettorale e gli errori da matita blu in Italia (e all’estero)- Corriere.it

di Francesco Verderami

Da destra e da sinistra scivoloni e precipitose precisazioni.
Il tema la scomparsa delle forme che da sempre regolano

i rapporti partitici e istituzionali nella fase della contesa elettorale

stata una campagna elettorale sgrammaticata, zeppa di errori da matita blu.

In due mesi di comizi il campionario di strafalcioni e di affannose precisazioni ha coinvolto leader di partito e rappresentanti delle istituzioni, dentro e fuori i confini nazionali.

Nelle ultime ore poi stato un florilegio. A Roma, Berlusconi si lanciato in una sconcertante ricostruzione del conflitto ucraino, spiegando che
Putin voleva arrivare a Kiev solo per insediare un governo di persone perbene al posto di Zelensky.
Tranne correggersi l’indomani, dicendo di aver riportato da giornalista opinioni altrui, quasi simili a quelle dell’ambasciatore russo.


A Bruxelles, come non fossero bastate le inusuali interviste di membri della Commissione europea sulle elezioni italiane, al limite dell’ingerenza, anche von der Leyen scivolata su una frase costruita come un avvertimento a Meloni e a chi intendeva votarla.
Perci stata costretta a una contorta spiegazione, visto le polemiche suscitate. Se la candidata di centrodestra a Palazzo Chigi ha atteso la precisazione…