la campagna del leader esalta la Lega di governo- Corriere.it

di Cesare Zapperi

Nell’«atto di fede laica» citati governatori e sindaci. Centrale l’immigrazione, come ai tempi del Viminale

Lo slogan «Credo» che scandirà la campagna elettorale leghista è come un abito di sartoria fatto su misura, malgrado la sua tendenza all’informalità e al casual, per Matteo Salvini. Il leader volitivo e assertivo, che dalle tribune proclama spesso che «volere è potere», si appresta a vivere i prossimi quaranta giorni lasciando da parte l’anima di lotta per far leva su quella di governo. Implicitamente anche per marcare la differenza da Fratelli d’Italia, che rispetto alla Lega può vantare pochissimi amministratori (governatori e sindaci) e sparute esperienze di governo.

«“Credo” è un atto di fede laica nella bella politica e nel bello della democrazia — spiega Salvini lanciando la campagna sui social in contemporanea al deposito del programma elettorale— . È un messaggio che appare rivoluzionario in un’epoca di sfiducia e di perdita di sicurezze. “Credo” che il nostro programma sia chiaro, concreto e di buonsenso, soprattutto perché riparte da promesse già mantenute, da riforme già fatte, da soluzioni già trovate e sperimentate». Non a caso ricorda i presidenti di Regione (con il veneto Luca Zaia, per…