Jovanotti “Volevo essere pittore come Raffaello”/ “Musica? Mi prendevano per ‘pirla’”

Jovanotti, alias Lorenzo Cherubini, si è raccontato a “Stories”, rubrica in onda su Sky Tg24, ripercorrendo le sue radici, la sua infanzia, i suoi sogni, sino a giungere alla consacrazione in ambito musicale e alla quotidianità odierna. Da bambino, l’artista era “solitario, socievole, ma avevo tutto un mio mondo avventuroso. Mi piaceva perdermi. La mia formazione sentimentale ed emotiva è avvenuta tra San Pietro (abitavo a cento metri da Santa Marta) e Cortona. Due realtà molto diverse, che ho incarnato e assimilato dentro di me”.

Fino all’età di 15 anni, Jovanotti pensava di avere le idee estremamente chiare circa il suo futuro, tanto che ha confessato: “Ero assolutamente certo di fare il pittore, di realizzare mosaici e affreschi. Il mio punto di riferimento era Raffaello Sanzio. Vivevo in Vaticano e quindi, quando vedevo la Trasfigurazione di Raffaello dal vivo, per me quella sarebbe stata la cosa che avrei fatto”. Poi, invece, è arrivata la folgorazione per la musica: “Ero un ragazzetto che aveva voglia di avere successo. Usavo la lingua italiana come un martello, mi divertivo molto, ma era anche un periodo in cui mi sentivo a disagio…