«Io presidente del Senato poco imparziale? Fini e Grasso fecero anche un partito»- Corriere.it

di Tommaso Labate

Il presidente del Senato: ho le mie idee e non accetto critiche su dove vado

«Una da conservare, l’altra da incorniciare», dice Ignazio La Russa indicando la prima pagina della Gazzetta dello Sport col titolone sulla sua «Super Inter» reduce dalla vittoria del derby di Supercoppa e la copia del Corriere della Sera
col Caffè di Massimo Gramellini a lui dedicato, oggetti destinati a diventare cimeli di una giornata particolare, da cui la seconda carica dello Stato non si separa neanche quando deve raggiungere Montecitorio per il voto sul Csm.

Presidente, difficile dar torto a Gramellini. Lei è presidente del Senato ma sembra muoversi come un uomo di partito.

«Mi faccia fare una premessa. Quel corsivo nasce come una critica, e ci sta. Ma lo incornicerò lo stesso perché Gramellini mi riconosce una cosa che per me è un punto d’onore. L’essere rimasto me stesso senza mai rinnegare nulla e senza rinunciare a nulla».

Resta il tema della terzietà del presidente di una Camera, che stride con la vita quotidiana di partito. Non trova?

«Faccio io una domanda a lei. Vuole che inizi dal più recente andando indietro nel tempo o dal meno recente ai giorni nostri?».

Prego.
«Mi regolo da solo, facciamo in ordine sparso. Fanfani, Fini,…