«Io, David e il lockdown»- Corriere.it

Mannelli fu il capo gabinetto di Sassoli: «Ho lavorato con lui al telefono fino al 9 gennaio, parlammo della riunione del 17 gennaio che avrebbe eletto il suo successore. Ma due giorni dopo ci lasciò»

ROMA
Lorenzo Mannelli lei a Bruxelles è stato il capo di gabinetto di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, scomparso un anno fa

«Ho avuto la fortuna di essergli anche amico».

Cosa ricorda di più di lui?

«Il sorriso. Poi era il mio assillo per il rispetto degli orari. Dal suo ufficio di presidenza alla sala delle riunioni ci volevano cinque minuti scarsi. Lui ci metteva sempre almeno il triplo del tempo».

Perché?

«Si fermava nei corridoi a salutare tutti. Ma proprio tutti. Uscieri e persone delle pulizie non credo avessero mai parlato prima con un presidente. Lui invitava tutti a prendere un caffè».

Qualche ricordo nel suo ruolo istituzionale?

«Era preciso e preparatissimo. Controllava ogni dettaglio, non lasciava nulla al caso. Poi la sua empatia gli era particolarmente utile anche nei colloqui di lavoro».

In che modo?

«Beh, per esempio in un bilaterale è riuscito a far sciogliere anche Angela Merkel».

Avete lavorato insieme due anni e mezzo, giusto?

«Sì. Lui è stato eletto il 3 luglio del 2019, se ne è andato l’11 gennaio 2022….