“Io condannato innocente per strage Borsellino, deluso da sentenza”

“Sono deluso, molto deluso. La mia vita è stata distrutta per le accuse, false, di un uomo come Scarantino. Sono stato in carcere, da innocente, per quasi 18 anni. Si rende conto? Diciotto lunghi anni al 41 bis, il carcere duro. Per un reato mai commesso. E nessuno pagherà per questa ingiustizia. Sì, lo ammetto, sono deluso da questa sentenza. A me mi ‘arraggia u cori’, sì mi brucia il cuore”. Tanino Murana fa fatica a parlare. L’ex netturbino palermitano è uno dei sette innocenti accusati falsamente dal finto pentito Vincenzo Scarantino di avere avuto un ruolo nella strage di via D’Amelio. E’ una delle vittime del “più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana”, come lo ha definito il giudice Antonio Balsamo, che ha presieduto il processo ‘Borsellino quater’. Murana, che ha seguito spesso quasi tutte le udienze del processo a carico di tre poliziotti accusati di avere indottrinato il falso pentito Scarantino, finito pochi giorni fa con un’assoluzione e la prescrizione per gli altri due imputati, non nasconde la sua amarezza. “Ho partecipato a numerose udienze ed ero convinto che l’epilogo fosse diverso. Io ho fatto ingiustamente la galera. Ho perso il lavoro, non ho visto crescere mio figlio, ho avuto un infarto. E nessuno pagherà”, dice oggi una in una…