«In porta grazie a Buffon. Non è vero che ho sei dita»- Corriere.it

di Carlos Passerini e Monica Scozzafava

Il numero 1 della Salernitana reduce dagli 8 gol subiti dall’Atalanta: «Fa male, ma quando si cade ci si rialza più forti. Ed è giusto che Nicola sia ancora con noi. Le sei dita? Vi svelo la leggenda»

«Per adesso ho visto solo Capri, da lontano: bellissima». Per fare il turista, spiega Guillermo Ochoa, 37 anni, iconico portiere messicano ingaggiato dalla Salernitana a gennaio, c’è tempo. Dopo aver disputato il suo quinto Mondiale ha accettato una sfida complicata — è reduce da una settimana da brividi: ha preso 8 gol dall’Atalanta, l’allenatore Nicola è stato esonerato e poi richiamato — con convinzione assoluta. Con coraggio, anche. Otto gol tutti insieme in carriera non li aveva mai presi, Ochoa non perde il sorriso. Va avanti, con la forza dell’esperienza: «Ne ho viste tante per abbattermi. Dispiace, certo. Ma il calcio è così. Quando cadi così male, ti rialzi e sei ancora più forte. Dopo aver perso 8-2 si può solo migliorare. Non crede!?».

Lei ci crede?

«Sono qui per giocare, voglio concentrarmi sull’obiettivo salvezza. La serie A è un sogno. Qui sento la stessa passione della mia terra per il futbol, che è vissuto come una religione. Sto bene, di fisico e di testa. Per noi salvarci è come…