In Corea del Sud e a Singapore gli smartphone hanno aiutato a ridurre i contagi. Anche Israele pensa di usarli. E ora pure l’Italia

Nelle prime fasi della battaglia per il contenimento della pandemia, alcuni Paesi hanno sfruttato la tecnologia delle loro reti cellulari per limitare la diffusione del virus. Si sono seguiti tre approcci. A Singapore, il governo ha incrociato i dati sulle persone infette con i loro spostamenti registrati dagli operatori telefonici [conoscendo la posizione di un apparecchio rispetto a tre celle è possibile localizzarlo con la stessa precisione di un Gps, ndr] per individuare i possibili contagiati e metterli in quarantena prima che possano a loro volta contagiare altre persone.

Su base volontaria, poi, si può installare sullo smartphone una app: quando ci si avvicinava a un altro telefono con la stessa app gli apparecchi si scambiano i rispettivi codici identificativi e in caso di ricovero i medici possono rintracciare tutti i contatti. In Corea del Sud si è andati oltre con un sistema che invia allarmi via sms in caso il cellulare attraversi zone nelle quali si siano…