in 10 anni risparmiati 5 milioni- Corriere.it

Previdenza. O forse già meri calcoli aritmetici. Se qualche imprenditore in questi tempi può dirsi poco toccato dalle fiammate di luce e gas, è stato perché ha avuto il coraggio di battere da solo strade un tempo quasi utopiche, come succede spesso tra i nostri campioni del Made in Italy. E allontanarsi dalle stellari bollette che stanno arrivando in questi mesi di conflitto in Ucraina. Per incontrare questo miracolo in tempi di guerra bisogna risalire l’entroterra marchigiano fino a dopo Jesi, dove ha sede la Loccioni del Cavalier Enrico Loccioni, e andare indietro con la memoria a prima del 2010. «Il tarlo di Loccioni era consumare meno e meglio per dare comfort ai suoi collaboratori», racconta Francesco Giorgini, facility manager di quest’impresa che dal 1968 è specializzata nella fornitura di impianti industriali, fattura 120 milioni di euro e dà lavoro a 450 dipendenti. Il percorso di conversione è iniziato nel 2004 ed è culminato nel 2019 con il pareggio energetico mentre l’anno successivo è arrivato il surplus: «Produciamo più di quello che consumiamo, siamo arrivati a 300 megawattora l’anno che in dieci anni hanno fruttato quasi 5 milioni di euro. E l’elettricità in più che produciamo la restituiamo alla rete», spiega Giorgini.