Il “Trono di spade” del potere russo, dalle trame contro Shojgu alla successione di Putin

MOSCA – «Ben detto, Ramzan. Sei un grande». L’inusuale endorsement del capo dei mercenari Wagner Evgenij Prigozhin nei confronti del leader ceceno Ramzan Kadyrov non sarebbe stato casuale. E neppure i loro durissimi attacchi in simultanea contro l’esercito per la «ritirata su posizioni più vantaggiose» da Lyman. I due starebbero tramando per rovesciare il ministro della Difesa Serghej Shojgu e rimpiazzarlo con Aleksej Djumin, attuale governatore di Tula ed ex “guardia del corpo” di Vladimir Putin, nonché suo papabile successore. Un “gioco dei troni” tutt’altro che distopico che si intreccia con la corsa alla successione dello stesso leader del Cremlino che, alla vigilia del suo 70esimo compleanno, sta affrontando la sfida più seria in un quarto di secolo al potere. Quanto la macchinazione della strana coppia del ceceno e dello “chef” possa riuscire è da vedere.

Mosca per errore rivela la disfatta. E spunta il complotto contro Shojgu



Kadyrov e Prigozhin sono gli «uomini da tenere d’occhio», concordano diverse fonti russe, gli esponenti più radicali del cosiddetto…