il trionfo della fretta e dei poteri esterni contro la politica

 

Bisogna fare presto! Questo è il grido che sentirete se seguite una diretta TV in uno qualsiasi dei telegiornali che stanno seguendo le elezioni presidenziali. Nessuna mediazione, nessuna discussione, bisogna buttare dei nomi un po’ a casaccio perché così vogliono invidia e i poteri forti. Ecco che allora personaggi più o meno noti, qualcuno anche di qualità, vengono buttati così nella mischia, come se si stesse scegliendo una squadra per il Fantacalcio.

Una parte propone, l’altra rifiuta senza fare nessuna seria controproposta. Il tutto sotto la pessima insegna del  “fare presto”. Quindi oggi verrà bruciato in questo falò dell’approssimazione il nome di Alberti Casellati, presidente del Senato. Domani magari ci sarà Frattini, dopodomani il mago zurlì. Nessuno si è preso la briga di chiedere agli italiani quale figura potessero veramente ritenere unificante rappresentativa. Si va avanti in questo modo, perché Mentana ha bisogno di qualche nome, come se fossimo nella scena d’interrogatorio di un cattivo film poliziesco.

Invece la politica, Quella seria, quella fatta di mediazione, ma anche di ascolto sia dell’altro sia dei sentire popolare, non ha fretta. Anche se nuovo…