Il tradimento di Calenda può essere un bene anche per il Pd

Il leader di Azione può diventare un magnete che attrae voti dal centrodestra, mentre i dem acquistano un fortissimo richiamo da partito unico della sinistra italiana. Nell’Italia politica da sempre si stringono falsi patti per poi romperli, e dalle capriole e dai voltafaccia è spesso venuto fuori anche qualcosa di buono

Ora costruirà forse il terzo polo, con Matteo Renzi, i contatti sono già in corso. E non è detto che Carlo Calenda stracciando il patto che pure aveva siglato appena qualche giorno fa con Enrico Letta non abbia fatto un favore (oltre che a sé stesso) anche al Partito democratico che aveva scelto la strada contraddittoria di un’alleanza tra draghiani e antidraghiani, pro Nato e anti Nato, contestatori del rigassificatore di Piombino e sostenitori del rigassificatore di Piombino. “Letta potrebbe fare il nucleare solo nel maggioritario e le pale eoliche nel proporzionale”, ironizzava tre giorni fa Antonio Polito, riferendosi all’adozione del metodo “diritto di tribuna” da parte del Pd. E rendeva l’idea. Adesso, come dice Salvatore Vassallo, politologo, professore ordinario a Bologna, Calenda può diventare un magnete che attrae voti dal centrodestra. Mentre il Pd acquista un fortissimo richiamo da partito…