Il telefono è il superpotere di Berlusconi per il Quirinale

L’aveva bandito dalla sua vita, gli erano bastate le intercettazioni del Bunga Bunga. Ma ora lo riscopre. Richieste, promesse, regali e qualche malinteso

E’ diventato l’oggetto magico che amplifica i suoi superpoteri suadenti, tipo piffero di Hamelin. Lo afferra di sera, questo strumento che in passato lo aveva portato in tribunale e adesso invece potrebbe sospingerlo al Colle. Il cordless nero del salotto di Arcore, o il mega telefono ministeriale anni Ottanta che tiene sulla scrivania dello studio a Roma. Lo prende, e chiama. Ma poiché sempre più spesso ormai va a letto tardissimo, qualche telefonata lui l’ha fatta partire addirittura all’una di notte. Con risvolti inaspettati. Tipo: “Pronto, sono Silvio Berlusconi”. E l’altro, pensando a uno scherzo: “Ma va a cagare”.

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