«Il teatro vive nella sua memoria»- Corriere.it

di Maurizio Porro

La direttrice artistica e i 50 anni del Franco Parenti: «Una tradizione che si rinnova»

Il teatro non è mai «senza se e senza ma» ma vive anzi nelle sue contraddizioni e memorie, nella direzione che certi autori disegnano sulle locandine lungo una storia fatta di recita dopo recita, passerella dopo passerella, perché è solo la memoria del passato che indica la segnaletica del futuro. La regista Andrée Ruth Shammah, direttrice artistica del Teatro Franco Parenti che 50 anni fa ha rivoluzionato la viabilità culturale di via Pier Lombardo — entrando nel cinema Continental e proponendo nell’insegna luminosa il nuovo linguaggio di Testori — sta vivendo una stagione di successo in cui sono evidenti cicli e ricicli storici.

«Il Molière ripreso in terza edizione identica alla prima di anni fa, “Il malato immaginario”, cui seguirà “Il misantropo”, è andato benissimo pur con un cast diverso: Franco Parenti ha lasciato la sua impronta. Così il suo amore per il varietà, frequentato negli anni d’oro dei lazzi e frizzi, lo rievoco nel “Delitto di via dell’Orsina” di Labiche, riprendendo i modi del varietà e la gloriosa passerella nel dna di Massimo Dapporto, figlio di un grande della rivista». E sempre per tornare a parole che…