il sospetto sugli orrori (e quelle voci su Volodymyr Zelensky) – Libero Quotidiano

Alessandro Giuli

Il “massacro di Bucha”, trentadue chilometri a ovest di Kiev, un teatro di corpi civili smembrati o trafitti al suolo dalle pallottole dei soldati russi che l’hanno da poco evacuata, è la Guernica di Vladimir Putin ma non avrà un Pablo Picasso a compendiarne la macelleria umana in un olio su tela. A differenza del bombardamento hitleriano che rase al suolo la città basca nel 1937, durante la guerra civile spagnola, stavolta l’orrore senza ritorno è tutto sotto i nostri occhi in tempo reale. Ed è un sommario di decomposizione fisica e morale che imprime una traccia indelebile nella narrazione di questa guerra che si vorrebbe dire assurda e invece è puro cinismo sanguinolento e crimine contro l’umanità. Le foto e video che ci giungono dal sobborgo ucraino hanno il colore dell’oltretomba e come colonna sonora uno spettrale abbaiare di cani nel silenzio dei cadaveri pietrificati da giorni. C’è quello corpulento e seminudo di un uomo freddato in tombino; quello di un giovane riverso a terra che ancora inforca disperato la sua inutile bicicletta; quelli di centinaia fra donne e uomini che punteggiano strade e cortili con le mani ancora legate dietro la schiena o che…